giovedì, giugno 29, 2006

Un pensiero ed uno sfogo

Evvai che siamo vicini al centesimo visitatore della dimora di alcuni dei miei più oscuri e sperduti pensieri! Considerando che è più o meno dal '68 che il mio blog è on-line non mi sento di parlare proprio di record. C'è da considerare anche che quello che scrivo/penso/faccio io probabilmente al mondo non interessa minimamente.
Però il blog è gratis... quindi io continuo a scrivere.
Dovremmo essere a quota piùomenoattornoalcento, il fortunato che realizzerà questo epocale record riceverà in regalo una fornitura a vita di margheritine di campo.

Ah ah ah, ovviamente scherzo, la margheritina di campo è una razza in via d'estinzione e a me non piace la caccia.

A volte mi viene naturale pensare anche mentre sto facendo dell'altro (di norma non riesco a fare più di 1 cosa contemporaneamente senza riavviarmi), quindi nel mentre della creazione (io mi faccio le sigarette e allora? E' molto più conveniente) mi fiondo nell'immensa e buia profondità della psiche umana, che nel mio caso è di più o meno 2,5 mm.
Penso a parecchie cose e spesso saltello da un pensiero all'altro come un fringuello saltellante, si, dai, quelli grassi e obesi che non riescono a volare.
Penso che qua c'è un caldo asfissiante, l'afa t'ammazza e tutte le volte che devo mettere piede fuori da casa rischio un infarto e una ventina di infezioni al sistema nervoso/respiratorio/cardiocircolatorio per lo sbalzo di temperatura. Fortunatamente da circa 5 anni a questa parte il mio sistema immunitario sembra essersi armato di Vulcan ed M60, rendendomi invulnerabile al 99% delle comuni sindromi umane e la cosa mi sta più che bene.

Poi penso al mio stato d'animo, uno dei dogmi più instabili che possano esistere. Non sono felice, non sono triste, a volte sono incazzato ma tutto sommato sto bene.
Mi capita di cambiare umore spessissimo, mi capita di unire in un unico grande pensiero riflessioni talmente materialiste ed egoiste che si possono toccare con mano ad altre talmente altruiste che farebbero rodere d'invidia Gandhi.
Ho degli amici solidi, sono pochi ma la selezione naturale li ha decimati ed ha creato tra i superstiti un legame granitico.
Ho un lavoro, una casa, una macchina, una moto e allora perchè ci sono momenti in cui tutto quello che ho non mi basta? Cosa voglio di più, cosa è che a volte mi rende triste?

L'amore? Una cosa bellissima, già provata, magari un giorno ricapiterà, chissà, per ora sto bene così.

I soldi? Eh, quelli si che ci vorrebbero ma purtroppo non si creano dal nulla.

La bellezza (del super divo)? Chemmenefò? Io sto bene così, il batterista per antonomasia è brutto, quindi sono più che perfetto.

La fama? E se poi non ci sto dietro? Un passetto alla volta, si comincia dalla sala prove e pian piano...

Il successo? Si, sul cesso ci sto di solito una o due volte al giorno.

Non capisco, se mi guardo dall'esterno vedo uno nella media che sta bene ma quando torno in me, a volte, sento il bisogno di un qualcosa che mi indirizzi verso una direzione precisa. Ancora non so cosa e forse non lo saprò mai (frase fatta che ci sta sempre bene).
La strada che percorriamo in vita, in realtà, è una piana e ce ne accorgiamo man mano che la nostra luce inizia a farsi più intensa, per l'esperienza che accumuliamo "on the road". Eppure c'è gente che sembra aver capito esattamente qual'è la direzione giusta... forse è questo che mi manca. E le mie mille paranoie mentali continuano. Però un lato positivo c'è ed è la capacità che finora ho dimostrato a me stesso di riuscire sempre a rialzarmi e andare avanti. E magari continuando a sbattere la testa sui mille muri che mi si parano davanti, alla fine arriverò a concludere qualcosa.
Nel frattempo attendo con ansia il ritorno della mia piccola, studio le canzoni da provare col gruppo, rollo sigarette ed ascolto metal.